Conoscienza - Master in Comunicazione delle Scienze - Università degli Studi di Padova
Dicembre 2009
di g. p., 23/12/2009
Questo è l’ultimo numero del giornale dell’anno 2009.
Il Comitato di Redazione è lieto di ringraziare tutti i collaboratori, e in particolare i corsisti del Master di quest'anno (che stanno concludendo il loro training) per l'entusiasmo con cui hanno contribuito (per la loro parte) al giornale.
Contestualmente diamo il benvenuto ai corsisti che stanno concludendo le prove di ammissione, e si apprestano ad iscriversi per l'anno 2010, che sarà il decimo del Master di Padova in Comunicazione delle Scienze.
 
Maggio 2009
di gp, 20/05/2009

Gli Interventi di questo numero sono dedicati alla medicina, alla biofisica  e alla fisica.

L'intervento di Cesare Scandellari riguarda i paradossi in medicina. Secondo lo Zanichelli un paradosso è “una legge fisica il cui enunciato, pur essendo esatto, apparentemente sembra errato”. È quindi (nell'accezione più comune) un'apparente contraddizione che non mette in crisi la teoria normale. È però importante nel senso della comunicazione, perché colpisce il lettore, molto più di quanto non possa fare la normalità della teoria, e in questo senso raccontare la scienza per paradossi è impresa che ha sempre rivestito  un notevole fascino.
Ci sono anche dei paradossi storici (come quello del barbiere o del cretese) che sottendono passaggi logici molto sottili, ed hanno avuto come è noto la funzione opposta, di disarticolare una teoria ritenuta prima assai solida.
I paradossi di cui qui si parla sono del primo tipo. La clinica è disciplina molto pratica ed operativa, e proprio per questo l'emergere del paradosso non turba la teoria (ciò che ci si aspetta dai fatti) ma ha un suo significato di commento sulla realtà, che mi sembra assai interessante.

L'articolo di Fabio Mammano ha carattere in qualche modo introduttivo su un settore interdisciplinare che riveste il massimo interesse per chi abbia il gusto di avvicinare la scienza con intenti metascientifici, nel senso di cogliere i collegamenti della scienza con tutte le altre cose del mondo che scienza non sono.
L'analisi di interazioni molecolari nel contesto cellulare, di cui si parla nell'intervento, porta una visuale tipicamente riduzionistica e deterministica alle sorgenti del mondo biologico che è per sua natura antientropico.  Sembra un paradosso, e configura quindi una situazione interessantissima. È del tutto ragionevole ritenere che i progressi che verranno fatti in questa direzione, potranno portare a informazioni e punti di vista forse rivoluzionari su punti cruciali delle nostre attuali visioni del mondo.
Questo tema avrà dunque un seguito (spero) nei prossimi numeri, dato l'interesse dell'argomento, e approfittando anche di una attività padovana di valore riconosciuto.

L'intervento di Massimo Pietroni sulla materia oscura è un paradossale accoppiamento di fascino e rigore. L'argomento della materia oscura presenta tutto il suo fascino già nel lessico che usa. Non è però facile da spiegare. Il primo compito del divulgatore è far capire al lettore comune che non si tratta di materia per qualche ragione non illuminata e non illuiminante, ma di ben altro. La caccia agli  Wimp, di cui ci racconta Pietroni, sarà probabilmente uno degli eventi più interessanti da raccontare nel prossimo futuro della nostra scienza.

Per quanto riguarda le rubriche e i contributi dei corsisti, vorrei portare all'attenzione del lettore la vasta vetrina di mostre e convegni scientifici che presenta in questo momento Padova, e su cui viene data nel giornale ampia informazione.

(gp)

 
Febbraio 2009
di , 05/02/2009
In questo numero segnalo il contributo del direttore Bobisut, che racconta dettagliatamente la storia e gli esiti dell'ultimo finanziamento europeo a giovani ricercatori (ERCSG). I risultati dimostrano che, in una seria competizione basata sul merito, la ricerca italiana e in particolare padovana, ha tutte le capacità per conquistarsi il posto che merita, su uno spettro molto vasto di competenze che vanno dalla fisica alla biomedicina, alla psicologia. Questa notizia, poco nota perché poco publicizzata, merita invece grande attenzione, in uno scenario comunicativo in cui più ombre che luci si addensano sull'università, come del resto su altre istituzioni dello Stato. Qui si dimostra invece che i giovani, cresciuti a una buona scuola, trovano spazi e occasioni per affermarsi, mentre quello che forse si riscontra, soprattutto nell'ambiente scientifico, è la carenza di adeguate strutture comunicative che portino questi risultati alla conoscenza del grande pubblico.
 
Il secondo intervento, di Aldo Rossi, riguarda un'interessante collaborazione fra l'ingegneria e la medicina padovane: la progettazione e sperimentazione di robot dedicati alla riabilitazione di pazienti colpiti da ictus. Avremo forse, in un prossimo futuro, palestre con istruttori-robots, dotati della forza e intelligenza necessarie per opporre antagonismo e aiuto ai movimenti degli arti, ma dotati anche della pazienza tipica delle macchine, che non si annoiano a iterare all'infinito movimenti e procedure.
 
Segnalo anche l'intervista di Barbara Tiozzo ad Ilaria Capua, su ricerche di punta che si svolgono al nostro Istituto Zooprofilattico. Si mettono in evidenza importanti temi, che hanno a che fare non solo con la ricerca, ma anche con la sua comunicazione e con la questione della proprietà intellettuale.
 
Ricordo infine che venerdì 30 gennaio è partita la nona edizione del nostro Master in Comunicazione delle Scienze, per l'anno accademico 2008-2009. La redazione di ConoScienza dà il benvenuto ai nuovi corsisti, invitandoli a prender visione del giornale e dello spirito che lo anima, poiché verranno gradualmente chiamati alla collaborazione attiva, come atto importante del loro training didattico.
(g.p.)
 

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