Conoscienza - Master in Comunicazione delle Scienze - Università degli Studi di Padova
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L'iguana dimenticata da Darwin
di Valeria Nervegna, 05/02/2009

Una nuova specie di iguana scoperta alle isole Galapagos.

L’arcipelago delle Galapagos, da cui Charles Darwin trasse ispirazione per la sua teoria dell’evoluzione, non smette ancora di stupirci e di darci informazioni aggiuntive sull’evoluzione delle specie viventi. Un gruppo di ricercatori dell’Università di Tor Vergata di Roma, guidati dal biologo Gabriele Gentile, ha scoperto su queste Isole una nuova specie di iguana terrestre, l’Iguana rosa, che rappresenta un tassello particolarmente prezioso per risalire alla storia evolutiva di questo rettile spettacolare.
La scoperta ha trovato spazio sulla prestigiosa rivista scientifica PNAS (Proceedings of the National Academy of the Usa). Il nome scientifico della nuova specie deve essere ancora assegnato, ma i ricercatori romani la chiamano confidenzialmente Iguana rosada, una cortesia nei confronti dei guardiaparco spagnoli del Parco naturale delle Galapagos, che per primi la osservarono nel 1986. Sì, la osservarono, ma non capirono la portata scientifica della scoperta, che è stata ben presto evidente agli studiosi di Tor Vergata, una volta disponibili i risultati nelle analisi genetiche comparative compiute sull’Iguana rosa e le altre specie di iguane terrestri. Si sono accorti di trovarsi di fronte alla sola specie superstite di una linea evolutiva che si è differenziata ben 5 milioni di anni fa dal percorso che ha generato tutte le altre popolazioni di iguane terrestri attualmente presenti. La presenza dell’Iguana rosa testimonia uno dei più antichi eventi di differenziazione genetica registrati finora alle Galapagos.

Chissà cosa avrebbe detto Darwin e quali contributi ulteriori avrebbe potuto dare alla sua teoria, se si fosse imbattuto in uno di questi rettili. Già, perché il naturalista inglese, quando nel 1835 sbarcò dal suo Beagle sulle Isole Galapagos, trascurò di esplorare proprio il Vulcano Wolf, l’unica “residenza” dell’Iguana rosa. Tuttavia non gli passarono inosservate altre specie di iguane terrestri, che, così come documenta nei suoi scritti, trovava particolarmente interessanti per le caratteristiche morfologiche e del comportamento, per quanto terribilmente brutte. “Macché”, si muove subito a difenderle Gabriele Gentile, “le iguane sono animali affascinanti, unici. Belli!” si spinge coraggiosamente a dire il biologo, che a questi grossi rettili sta dedicando anni di lavoro, da quando nel 2000, in occasione del suo primo viaggio alle Galapagos, fece il primo incontro con le iguane, fino ad allora poco studiate. E decise che si sarebbe dedicato lui, a studiarle.

Chissà che effetto fa sbarcare, toccare con mano questo santuario della natura che le Galapagos rappresentano. “E’ un sogno per i biologi” spiega Gentile. “Una volta sbarcato lì insieme ai miei colleghi, ricordo che mi si è accelerato il battito cardiaco. Una mia collega è invece sbottata in un pianto a dirotto!”. “Vedi”, continua “osservare quei meravigliosi paesaggi, incontrare quella varietà di animali visti tanti volte sui libri e ora lì, alla tua portata, ti regala un’emozione indescrivibile”.
La speranza che accomuna i ricercatori è che si riescano a trovare fondi per finanziare e proseguire la ricerca, volta a fornire ulteriori conoscenze sulla specie e a garantirle un futuro: infatti, l’Iguana rosa potrebbe diventare un animale a rischio di estinzione, tanto da essere inserito nella Lista rossa della World Conservation Union (IUCN), l’elenco delle specie animali e vegetali particolarmente vulnerabili. La prosecuzione degli studi getterà luce più in generale sui meccanismi dell’evoluzione, rendendo meno nebuloso quello che Darwin stesso definì il “mistero dei misteri” quello, cioè, della vita e della sua evoluzione.

Valeria Nervegna è una studentessa del master (anno 2008)

 





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