Conoscienza - Master in Comunicazione delle Scienze - Università degli Studi di Padova
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Charles Darwin in mostra
di Valentina Murrieri, 19/05/2009

Anche Padova è in prima fila nelle celebrazioni dell’anno 2009 per il bicentenario dalla nascita di Charles Darwin e il 150° anniversario della pubblicazione de L’origine della specie, l’opera in cui per la prima volta fu esposta la teoria dell’evoluzione per selezione naturale.

Anche Padova è in prima fila nelle celebrazioni dell’anno 2009 per il bicentenario dalla nascita di Charles Darwin e il 150° anniversario della pubblicazione de L’origine della specie, l’opera in cui per la prima volta fu esposta la teoria dell’evoluzione per selezione naturale.

La mostra “Charles Darwin” non è un semplice evento espositivo, ma si inserisce in un “polifonico” calendario di eventi per celebrare la figura del grande naturalista inglese. Promossa dall’Università degli studi di Padova, presso il Centro di Ateneo per i Musei e inaugurata appena l’8 aprile scorso, la mostra conta già un migliaio di visitatori. Rimarrà aperta al pubblico fino al 12 giugno e, dopo un’interruzione estiva, riaprirà i battenti l’8 ottobre per chiudere definitivamente il 12 dicembre.

 

Articolato in più sezioni e strutturato come fosse una spirale, il percorso espositivo segue cronologicamente una delle missioni più importanti della storia della scienza, il viaggio cominciato da Darwin il 27 dicembre 1831 sul noto brigantino inglese Beagle, con cui salpò per il Sudamerica, l’Oceania e l’Africa, e alla fine del quale egli elaborò la teoria dell’evoluzione.

L’avventura, durata cinque anni, viene re-immaginata nelle sale del museo padovano, attraverso i fossili, i minerali, gli esemplari faunistici e botanici che impressionarono fortemente il giovane Darwin sulla varietà delle specie e i loro adattamenti ai diversi ambienti naturali: appunti che il naturalista inglese riformulerà nella sua teoria dell’evoluzione per mezzo della selezione naturale.

Citazioni a caratteri cubitali troneggiano sui pannelli del percorso.  Quelle di Darwin, certo, ma anche quelle di Jean Baptiste  de Lamarck, risalenti ai primi anni dell’Ottocento. Ma se in qualunque altra mostra vige l’obbligo “Vedere, ma non toccare!”, qui l’imperativo diviene “Toccate!”: sono infatti numerosi le postazioni interattive sparse per il museo, come quella del quiz Uguali o diversi? Una sorta di indovinello per testare, giocando, le competenze di adulti e bambini sui temi della natura che hanno ispirato Darwin.

Può capitare di ascoltare i versi del Fagiano di monte o del Cannareccione maschio attraverso le riproduzioni audio, passeggiando per la mostra: un sapiente allestimento ed astuti escamotage che, partendo dalla geologia, passando per zoologia e botanica ma senza tralasciare l’antropologia, illustrano le quattro scienze miliari dell’epoca in cui Darwin partorì i suoi paradigmi.

Nell’ultima sezione vengono chiarite quelle idee alla base della teoria evolutiva darwiniana attraverso i cinque, fondamentali concetti, sintetizzati nell’acronimo inglese VISTA: variation (variazione), inheritance (ereditarietà), selection (selezione), time (tempo) e adaptation (adattamento).

Una mostra, dunque, che si inserisce perfettamente nella moderna tendenza a non presentare solo un’asettica esposizione visiva, passiva e verticale, ma che si arricchisce di eventi collaterali come seminari, convegni e conferenze. Anche il sito web è ben organizzato e facilmente consultabile e che verrà presto integrato con il percorso virtuale della mostra.

Inoltre, i curatori della mostra hanno anche ideato dei laboratori didattici per le scolaresche di tutte le età. Per le scuole elementari e medie viene riproposto il viaggio del veliero Beagle, sul genere interattivo, che sfocia in un divertente quiz per fissare le tappe principali del tragitto di Darwin. Mimare, indovinare e associare: non esistono attività più accattivanti per catturare l’attenzione dei bambini. Per i liceali il laboratorio conta su una preparazione preventiva che i ragazzi seguiranno con i proprio docenti, a scuola. E’ prevista infatti una dispensa sulla vita di Darwin. Poi, sulla falsariga del programma televisivo Per un pugno di libri, trasmesso ogni domenica su Rai 3, i ragazzi vengono divisi in squadre e messi in competizione anche su fatti storici più generali. Per esempio: la rivoluzione francese avviene prima o dopo la morte di Charles Darwin?

Sotto il metro e trenta.

E in effetti, guardandosi intorno, appare evidente come ogni totem, le teche e tutti gli apparati multimediali siano fruibili e ben visibili anche da chi non supera il metro e trenta di altezza. “È una mostra che ha tenuto, sin dal primo momento, i bambini in considerazione. Del resto si lavora molto con le scuole: le quarte e quinte elementari, le medie, ma anche i licei. - spiega Rossella Marcucci, una degli organizzatori di questo inno a Darwin - E’ lo stesso museo a farsi promotore di simili iniziative, mandando il materiale via e-mail, direttamente ai dirigenti scolastici e ai docenti. I gruppi - prosegue la dr.ssa Marcucci - provengono soprattutto dal Friuli Venezia-Giulia, dal Trentino e dallo stesso Veneto.  Abbiamo riscontrato una soddisfacente presenza di gruppi “spontanei”, che si sono cioè presentati volontariamente, senza alcun input scolastico.”

Essenziale l’allestimento. L’avete reso volutamente minimalista?

“Si, Darwin è considerato un argomento pesante nell’immaginario comune, figurarsi nei bambini o negli adolescenti. Si è puntato, perciò, su un impatto “scarno” (ma tutt’altro che incompleto, ndr), poche didascalie e citazioni scritte e ben visibili.”

Perché, nel turbinìo di eventi e mostre, visitare proprio quella di Padova?

“Perché questa è un mostra che ospita reperti “nostrani”, provenienti prevalentemente dai musei di Padova, come quello di paleontologia e geologia - afferma Nicola Carrara, altro membro del comitato organizzativo - Proponiamo Darwin con i mezzi che abbiamo, esaltandone la “padovanità”. Rappresenta anche un tributo a Giovanni Canestrini, che ha insegnato zoologia e anatomia comparata all’Università di Padova tra il 1869 e il 1900 ed è stato il primo traduttore di Darwin in Italia. Si tratta comunque di un dibattito globale “padovanizzato”. La scelta delle galline padovane messe in mostra tra le teche, per esempio, è uno dei modi per dare un’impronta localizzata.”

Grandi e piccini “subiscono” il fascino di un argomento così complesso. Darwin rimane un tema attuale?

“Darwin si è interrogato sulla Domanda dell’uomo. Quella con la maiuscola. Un dibattito universale che coinvolge da sempre chiunque.”

E’ il riscatto della scienza sul disordine.  In fondo “la mente è un caos di delizia, dalla quale scaturirà un mondo di futuri e più quieti  piaceri”, ha scritto Darwin  appena giunto nell’odierna Salvador. Come dargli torto?

Valentina Murrieri è una studentessa del master - anno 2009

 

CHARLES DARWIN

Sale espositive del Centro di Ateneo per i Musei
via Orto Botanico, 15 – Padova.

Apertura:
8 aprile – 12 giugno 2009: lunedì - venerdì 9-13, sabato, domenica e festivi 10-18
8 ottobre - 12 dicembre 2009: lunedì - sabato 9-13, chiuso domenica e festivi.

Ingresso: €. 2,50
Personale e studenti dell’Università di Padova: ingresso libero.
Gruppi scolastici (prenotazione obbligatoria): € 1 per persona (visita guidata); € 2 per persona (visita guidata + laboratorio didattico).
Il biglietto comprende una visita guidata di un’ora circa.
Al termine, è possibile partecipare a laboratori didattici.

Informazioni, prenotazioni visite e laboratori didattici:
tel 049 8272110 / fax: 049 8272125

www.musei.unipd.it/darwin/





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