Conoscienza - Master in Comunicazione delle Scienze - Università degli Studi di Padova
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APENET: un progetto nazionale di monitoraggio e ricerca in apicoltura
di Marco Bonello, 23/07/2009

Presentato a Legnaro il nuovo progetto del Ministero delle politiche agricole.

Si è tenuto recentemente a Legnaro (PD) il convegno dal titolo: “L'apicoltura: monitoraggio e ricerca, fitofarmaci, tutela delle produzioni e controllo della varroasi”. Durante l'evento è stato presentato ai circa 200 apicoltori presenti il progetto APENET, finalizzato al monitoraggio e alla ricerca in apicoltura: L’iniziativa nasce dall'esigenza di studiare e monitorare il fenomeno della moria e dello spopolamento degli alveari, che si sta verificando in molti paesi del mondo tra cui l'Italia, e che ha portato nel 2007 ad una riduzione del patrimonio apistico italiano di circa il 30-40% per quanto riguarda il nord e del 10-30% nel sud.

Il progetto, finanziato dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali e coordinato dal CRA (Consiglio per la Rrcerca e la sperimentazione in agricoltura), prevede la creazione di una rete di monitoraggio dello stato sanitario degli alveari a livello nazionale. Questa rete si affianca al sistema delle segnalazioni delle morie già in essere.

Su tutto il territorio nazionale saranno attivati dei moduli di rilevamento, ognuno costituito da 5 apiari da 10 alveari ciascuno. Periodicamente ogni postazione sarà controllata per quanto riguarda lo stato di salute, la presenza di scorte alimentari (abbondanza di polline e miele) e il numero di api di ogni famiglia. In occasione dei controlli, saranno prelevati anche campioni (api morte, api vive, covata, miele e polline) poi analizzati in laboratorio.
I dati raccolti, attraverso i rilievi effettuati, verranno inseriti in una banca dati on-line, al fine di conoscere in tempo reale lo stato di salute degli alveari sotto osservazione.

Oltre al monitoraggio, il progetto APENET prevede anche l'analisi dei dati derivanti dalle segnalazioni di moria e spopolamento, che gli apicoltori comunicheranno in via ufficiale tramite il servizio veterinario dell'ASL di appartenenza.

“Grazie al sistema delle segnalazioni”, spiega Franco Mutinelli dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, “nel 2008 il Ministero della Salute ha potuto disporre di dati ufficiali sulla situazione degli alveari italiani, diversamente”, continua Mutinelli, “il rischio è che le singole segnalazioni degli apicoltori non riescano a raggiungere le sedi istituzionali che devono essere coinvolte”.

A livello internazionale esistono altre iniziative a cui il progetto APENET fa riferimento. Uno è l'ICP-BR Bee Protection Group, che si occupa specificamente dell'effetto dei pesticidi sulle api, l'altro è il CoLoss, che è un progetto di collaborazione fra gruppi di ricerca e di scambio di informazioni, con lo scopo di analizzare i fenomeni di mortalità delle api che, come spiega Mutinelli.

Diverse sono le cause di mortalità degli alveari nel mondo, che spesso agiscono in associazione tra loro; queste variano a seconda del periodo dell'anno considerato; le più importanti sono quelle di natura patologica (Varroa, Virosi, Nosema, Peste, ecc.) e quelle legate all'utilizzo di agrofarmaci (semina di mais conciato, diserbo del grano, trattamento dei frutteti e delle viti), ma troviamo anche cause legate ai cambiamenti climatici, alla perdita di biodiversità e all’inquinamento ambientale.

Il progetto APENET studierà, sulla base dei dati ottenuti attraverso il monitoraggio e le segnalazioni ufficiali degli apicoltori, come agiscono i vari fattori di mortalità delle api:

-    Gli studi ecotossicologici permetteranno di verificare la tossicità, la pericolosità e gli effetti sub-letali verso le api degli agrofarmaci di impiego più comune; questo permetterà di classificare i vari prodotti fitosanitari in base ai loro effetti sulle api.
-    Attraverso la rete di monitoraggio permanente sarà valutato come i cambiamenti climatici possono influenzare la vita delle api.
-    L’impiego di idonei protocolli permetterà di studiare, nelle aree sperimentali seminate con semi conciati (con neonicocoticoidi), aspetti come la dispersione delle polveri da parte delle seminatrici pneumatiche, la persistenza nel suolo, la possibile contaminazione delle piante circostanti la zona di semina, il tempo di degradazione dei neonicotinoidi e l'influenza dei metaboliti sulle api. Inoltre verranno messi a punto idonei protocolli per verificare la possibilità di limitare la dispersione di polveri di prodotti concianti da parte di macchine seminatrici pneumatiche.
-    Attraverso particolari sperimentazioni verranno studiati eventuali effetti sul sistema di orientamento delle api prodotti dai campi elettromagnetici, andando a rilevare l'intensità elettromagnetica presente nelle aree in cui si sono verificati fenomeni di mortalità o spopolamento degli alveari. In questo modo si potranno verificare i dati esistenti che indicano possibili interazioni tra campi elettromagnetici e api.
-    Verranno studiate le possibili interazioni tra impiego degli agrofarmaci, uso del territorio, coltivazioni presenti (anche OGM), disponibilità e qualità del pascolo e presenza di campi elettromagnetici.
-   Verranno studiate e monitorate le principali patologie delle api, con lo scopo di ottenere informazioni sulla diffusione e l'incidenza dei principali parassiti e patogeni, di mettere a punto nuove tecniche diagnostiche, di migliorare le conoscenze sulle difese immunitarie delle api, di comprendere come avviene il passaggio da infezione latente a malattia conclamata e come i parassiti e i patogeni interferiscono con i comportamenti della colonia per produrre l'effetto letale.

Marco Bonello
è uno studente del master - anno 2009

 





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