Conoscienza - Master in Comunicazione delle Scienze - Università degli Studi di Padova
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21/12/2009
Vito Volterra

Una biografia dettagliata, quella di Vito Volterra: un personaggio sconosciuto ai più, nonostante i suoi tanti meriti scientifici ed umani. Fu un matematico di alto valore (nato nel 1860 e morto 80 anni più tardi), che si prodigò per fondare istituzioni che portassero all’avanzamento della scienza in Italia, prima fra tutte il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche). Intuì infatti tra i primi, l’importanza di costruire una società scientificamente organizzata. Nel 1931 fu uno dei 12 cattedratici italiani (su circa 1200) che rifiutarono di aderire al fascismo. Per questo - e per le sue origini ebraiche - fu successivamente allontanato dall’università e molti suoi meriti furono attribuiti ad altri dalla storiografia fascista. Il personaggio Volterra è quindi rimasto nell’ombra per tanti anni, ed ora è doverosa una riscoperta.

Tuttavia, questa biografia non è per tutti. Non si può prendere in mano questo libro ignorando totalmente la matematica o il contesto storico nel quale è vissuto Volterra: il rischio di incomprensione è elevato, nonostante gli argomenti siano di primario interesse. Non è un testo divulgativo, ma rappresenta piuttosto  un valido approfondimento.

Veniamo ai contenuti, espressi con dovizia di particolari, per non lasciare nulla al caso. La vita privata di Vito Volterra viene descritta minuziosamente, partendo dal rapporto con la madre fino ad arrivare al rapporto con i suoi quattro figli. La caratteristica di questo personaggio infatti, così brillante nel suo lavoro e così acclamato dalla comunità accademica internazionale, risiede proprio nella sua normalità, in pieno contrasto rispetto all’idea che si potrebbe avere di una mente geniale.

Dal punto di vista scientifico e accademico i suoi successi vengono raccontati fin dagli albori della sua carriera scolastica, passando per le difficoltà economiche che affrontò per proseguire gli studi, e arrivando con successo al conseguimento della laurea a Pisa. L’insegnamento universitario arrivò subito dopo la laurea, prima a Pisa, poi a Torino ed infine a Roma, dove si stabilirà con la famiglia.

L’attività di ricerca, mai posta in secondo piano da Volterra, viene descritta in maniera accurata, con tanto di riferimenti ai carteggi con altri matematici del tempo, italiani e stranieri. A tale proposito, risulta peculiare la scelta di non tradurre in italiano le molte citazioni da scritti originali in francese: chi non avesse la fortuna di parlare la lingua dei cugini d’oltralpe, dovrebbe affrontare la lettura provvisto di un dizionario bilingue, o perderebbe le sfumature del pensiero di un uomo dall’elevato valore scientifico e morale.

Il testo pone in evidenza il ruolo dello scienziato Volterra a tutto tondo: fu tra i fondatori dell’analisi funzionale, contribuì alla teoria delle equazioni integrali e alla matematica applicata alla fisica e alla biologia. Celebri sono infatti le equazioni di Volterra-Lotka per il sistema biologico preda-predatore. Ma la sua attività scientifica andò ben oltre la pura ricerca: i suoi molti viaggi all’estero gli permisero di maturare un’apertura mentale fuori dal comune e gli diedero lo slancio necessario per fondare diverse società scientifiche italiane e presiedere diverse Accademie italiane e internazionali. Fondò la Società Italiana di Fisica, la Società Italiana per il Progresso delle Scienze (aperta anche alle donne), ed il Consiglio Nazionale delle Ricerche, di cui fu anche primo presidente.

L’emblematico rifiuto di Volterra di firmare l’atto di fedeltà al regime fascista viene posto nell’ottica di una scelta etica di un uomo politicamente liberale, senatore del Regno fino allo scioglimento fascista del Parlamento, dotato di un altissimo senso morale. Fu per questo allontanato dagli incarichi che rivestiva, ed alla sua morte, pochi anni più tardi, la Pontificia Accademia delle Scienze fu l’unica istituzione a commemorare ufficialmente lo scienziato alla presenza della sua famiglia.

Gli autori mettono in questo libro tutto il loro mestiere e si possono chiaramente distinguere tra le righe i loro interessi. L’amore per la matematica di Angelo Guerraggio, docente di Matematica presso la Facoltà di Economia dell’Università dell’Insubria di Varese e l’Università “Bocconi” di Milano e storico della Matematica, traspare nell’accuratezza con cui vengono illustrate le teorie di Volterra. Il dettaglio estremo della biografia, si deve invece al contributo di Alessandro Paoloni, docente universitario di Archivistica Generale presso l’Università “Sapienza” di Roma. Una biografia che regala, quindi, il piacere di quella riscoperta ed il gusto di quell’approfondimento che spettano di diritto al personaggio di Vito Volterra, protagonista della storia contemporanea italiana, ingiustamente dimenticato dalla storiografia.

(monica murano)

 

Angelo Guerraggio e Alessandro Paoloni
Vito Volterra
Franco Muzzio Editore

 

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