Conoscienza - Master in Comunicazione delle Scienze - Università degli Studi di Padova
Scienza a Padova > La Specola
04/07/2008
La Specola

Il nome della Specola, lo storico osservatorio astronomico situato nel centro di Padova, è associato nella mente di molti all’immagine di Galileo che osserva il cielo stellato di notte con il suo cannocchiale. Peccato che, nel periodo (tra il 1592 e il 1610) in cui Galileo risiedette a Padova, la Specola non esistesse ancora. Al suo posto c’erano i resti, ormai andati in rovina, di un castello difensivo eretto dai Carraresi nell’ormai lontano 1374.

Solo nel 1761 il Senato veneziano emanò un decreto che istituiva un osservatorio astronomico nella città del Santo, e nel 1765 il vecchio castello fu designato come sua sede. Le ragioni di tale scelta, operata dall’abate Giuseppe Toaldo, professore di Astronomia e Geografia presso l’Ateneo patavino, furono di ordine economico e pratico: la presenza di una torre consentiva un notevole risparmio, e inoltre ci si trovava alla periferia sud della città, in un luogo ideale per le osservazioni astronomiche.

Nella torre furono realizzati due posti d’osservazione: un osservatorio superiore e un osservatorio inferiore; lo stabile adiacente (chiamato casa dell’astronomo) fu invece adibito a residenza per gli astronomi “forestieri”. Dall’osservatorio inferiore, noto anche come “sala della meridiana”, si eseguivano le osservazioni del passaggio degli astri al meridiano celeste (per informazioni sul meridiano celeste e altra terminologia astronomica di base, cliccare qui). Questa sala contiene anche una meridiana, che era utilizzata per misurare il mezzogiorno vero di Padova, e degli affreschi raffiguranti le conoscenze astronomiche dell’epoca, di cui ci si serviva per la didattica. L’osservatorio superiore si presentava con una volta aperta, da cui osservare il cielo sovrastante, e dava su un terrazzo da cui si potevano effettuare rilevamenti meteorologici.

La Specola entrò in funzione nel corso degli anni Settanta del XVIII secolo. Fin dal principio costituì un moderno polo scientifico-didattico, dove gli studiosi potevano dedicarsi alla sperimentazione e dove questa era integrata con l’insegnamento. Gli studenti non erano più passivi recettori di nozioni teoriche, ma erano anche avviati all’osservazione sperimentale a fianco dei loro docenti.

La sua storia, che durò fino agli anni Trenta del secolo scorso, fu travagliata e ricca di momenti bui: ad esempio dopo la caduta della Serenissima nel 1797, oppure subito dopo la Restaurazione del 1813, quando per un certo periodo il personale della struttura fu costituito dal solo direttore Vincenzo Chiminello. Ad un secondo periodo d’oro nel corso dell’Ottocento fece seguito, nella prima metà del Novecento, una rapida decadenza. Durante la Grande Guerra, la torre della Specola fu addirittura requisita dalle autorità militari per servire come posto di contraerea. Nel successivo dopoguerra, poi, la struttura era ormai divenuta obsoleta per le esigenze delle moderne indagini astronomiche, e fu sostituita dall’osservatorio di Asiago.

Oggi, la torre della Specola è stata trasformata in un museo. Sono visitabili i due osservatori (superiore ed inferiore) e altre due sale, dette “dell’iscrizione” e “della colonna”, nelle quali è esposta una ricca collezione di strumenti astronomici d’epoca: sestanti, quadranti, globi, cannocchiali, orologi e molti altri.

Gli altri edifici ospitano il Dipartimento di Astronomia dell’Università di Padova, la sede del Centro di Calcolo dell’Osservatorio di Asiago, numerosi studi di docenti, laboratori e uffici di ricerca. Vi sono circa 90 dipendenti, di cui un terzo è costituito da personale di ricerca. Oltre a questi, vi lavorano anche diversi dottorandi, borsisti, collaboratori a contratto ed ospiti, sia italiani che stranieri. Se dunque dalla vecchia torre non si osservano più le stelle, non per questo la Specola ha cessato di essere un centro di ricerca scientifica, didattica e divulgazione.

(luca schiavon - studente del master 2008)

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