Conoscienza - Master in Comunicazione delle Scienze - Università degli Studi di Padova
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23/07/2009
Longitudine

Non è un caso che il titolo di questo libro faccia rima con la parola solitudine. Sempre soli sono rimasti i marinai alle prese con una navigazione pericolosa, senza coordinate certe; sempre solo è rimasto John Harrison, colui che inventò un modo per calcolare la longitudine, nella sua impresa di costruire e far accettare l’efficacia dell’orologio perfetto.

Nel 1707 un errore di calcolo della longitudine fu la causa di morte di quasi duemila uomini dell’equipaggio di Sir Clowdisley. Tragedie di questo tipo cominciarono ad essere numerose e frequenti, tanto che il Parlamento inglese, con il famoso Longitude Act del 1714, offrì una ricompensa di ventimila sterline in oro (l’equivalente di 10 milioni di euro) a chi avesse scoperto come determinare la longitudine di una nave in mare aperto. Una somma così cospicua rende bene l’entità del problema: determinare il valore della longitudine era un’operazione difficile se non impossibile, la cui imprecisione causava danni catastrofici, sia umani che materiali.

Molti astronomi famosi, da Galileo a Cassini, Huygens, Newton e Halley, cercarono in ogni modo, ma invano, dei metodi di calcolo basati sulla Luna, sulle eclissi, su stelle e pianeti. Ma nessuno di questi fu in grado di risolvere il problema. Anche laddove il margine d’errore era minimo, le procedure di calcolo si rivelavano troppo complesse e non attendibili con la dovuta precisione in mare aperto. La posta in gioco, poi, stimolò le più disparate e assurde proposte, tutte egualmente ascoltate e valutate, pur di trovare rimedio.

Ma fu un orologiaio autodidatta, l’inglese John Harrison, a trovare la soluzione, costruendo un orologio perfetto, in grado di trasportare l’ora esatta dal porto di partenza ad ogni remoto angolo della terra. Gli orologi che costruì, infatti, erano quasi del tutto privi di attrito, non richiedevano lubrificazione o pulizia ed erano costruiti con materiali inattaccabili dalla ruggine. La soluzione perfetta dunque, ma la ricompensa per il suo contributo al dilemma della longitudine tardò ad arrivare.
Dava Sobel sa raccontare in modo alquanto accattivante, in queste 145 pagine, quarant’anni di sforzi e lotte da parte di Harrison e figlio per vedere riconosciuto il loro genio. Un tempo così lungo infatti non servì solo per costruire e perfezionare gli orologi perfetti, ma soprattutto per persuadere la comunità scientifica di allora dell’efficacia di questo metodo. Complotti, silenzi e invidie si avvicendarono numerose pur di non ammettere che un orologiaio di bassi natali, ma di alto ingegno, aveva saputo tenere testa a scienziati e astronomi.

Non occorre recarsi al cinema per l’ultimo film giallo, thriller o noir del momento: con una minima spesa si può godere di un racconto reale e coinvolgente, ricco di spunti di riflessione sui luoghi comuni e sui pregiudizi della scienza, nel passato come ora.

(marta bracciale - studentessa del master 2009)

Dava Sobel
Longitudine.
La vera storia della scoperta avventurosa che ha cambiato l'arte della navigazione.
Rizzoli, Milano (1996). Prezzo: 7,20 Euro.

 

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