Conoscienza - Master in Comunicazione delle Scienze - Università degli Studi di Padova
Protagonisti della Scienza > Benoit Mandelbrot
23/07/2009
Benoit Mandelbrot
mandelbrot

Nato a Varsavia il 20 Novembre 1924, proviene da una famiglia di ebrei lituani.

Nel 1936 si trasferisce in Francia e qui lo zio Szolem Mandelbrot, noto matematico, si occupa della sua formazione ed educazione. La famiglia in quegli anni si stabilisce definitivamente in Francia per sfuggire al regime nazista. Con l’avvento della seconda guerra mondiale, Benoit si trova in grandi difficoltà e teme più volte per la sua vita. In quel periodo frequenta la scuola in modo saltuario e si arrangia come può. Egli, ora, attribuisce molti dei suoi successi alla sua educazione non convenzionale.

Di certo, Mandelbrot ha sviluppato la capacità di visualizzare problemi di ogni genere, soprattutto attraverso un approccio geometrico, che gli ha permesso di intuire in modo unico alcuni aspetti della realtà, magari già affrontati da altri, ma lasciati cadere.

Dopo la liberazione di Parigi, nel 1944, entra all’Ecole Polytechnique, dove completa i suoi studi, laureandosi nel 1947. Per i due anni successivi studia a Pasadena, in California, ed ottiene il titolo di Master of Science and Professional Engineer in Aeronautica presso l’Institute of Technology. Ritorna poi nuovamente in Francia dove consegue il Doctorat D’Etat ès Sciences Mathèmathiques.

Dal 1949 al 1957 è membro del personale presso il Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi (CNRS). Dal 1953 al 1971 collabora con il Massachussetts Institute of Technology di Cambridge come ricercatore associato e poi come docente di ingegneria elettrica.

Nel 1958 si trasferisce definitivamente negli Stati Uniti, a New York, iniziando una lunga ma fruttuosa collaborazione con l‘IBM. Al Thomas J. Watson Research Center, infatti, si trova in un ambiente che gli permette di operare in diversi settori, con un’autonomia che forse nessuna Università gli avrebbe consentito. In questo periodo lavora sulle idee di Gaston Julia, le sviluppa e le rende celebri attraverso uno dei primi programmi di grafica al computer.

Da qui per molti anni si dedica allo studio di ciò che gli appare sempre più al di fuori degli schemi della geometria classica: l’andamento dei mercati finanziari, la lunghezza delle coste della Gran Bretagna, la forma delle montagne...

Come lui stesso dice:"Ho concepito, sviluppato ed applicato in molti settori una nuova geometria della natura, che si manifesta in forme e processi caotici. Essa è cresciuta senza nome fino al 1975, da quando ho coniato una nuova parola, “frattale”, dal latino “fractus”, per indicare qualcosa di irregolare, frastagliato...”. Da quel momento è nata la geometria frattale.

Il suo lavoro fu pubblicato nel libro “Les objets fractal, forn, hasard et dimension (1975), e più compiutamente nel libro “The fractal geometry of nature” nel 1982.

I suoi lavori sui frattali, mentre era impiegato matematico presso l’IBM, nel 1987, gli valsero il titolo di “Emeritus Fellowship” ai laboratori di ricerca T.J.Watson.

Mandelbrot è stato visiting professor di ingegneria e di scienze applicate alla Yale University (1970); visiting professor di fisiologia all’Albert Einstein College of Medicine nel Bronx (1972); ha insegnato al Collége de France (1974) e all’University of  California, Berkeley (1991-1992) ed ha avuto moltissime altre collaborazioni di alto livello con Università e centri di ricerca.

Inoltre ha ricevuto numerosi premi e lauree honoris causa, per l’importante contributo nel campo delle scienze. E’ diventato “Fellow” della American Academy of Arts and Sciences nel 1982 e della US National Academy of Sciences, nel 1987, nonché membro della Accademia Europea di Lettere, Filosofia e Scienze (1987). Nel 1993 gli è stato conferito il prestigioso premio “Wolf” per la Fisica, per aver modificato la nostra visione della natura. E’ stato nominato Cavaliere alla Legion d’Onore di Francia nel 1990, ed è stato Sterling Professor of Mathematical Sciences, alla Yale University fino al 2005 (il più alto grado accademico raggiungibile presso tale Università).

Il suo pensiero creativo è stato di enorme aiuto a molti fisici nel comprendere l’essenza di problemi fino a quel momento irrisolti, e di scoprire ordine e semplicità in sistemi con un significativo grado di complessità, irregolarità e disordine. Il suo pensiero e le sue teorie applicate ai sistemi finanziari, al mondo naturale, fisico, anatomico, gli è valsa anche questa bella citazione da parte della Fondazione Honda: “..ha contribuito alla creazione di un’armonia tra la matematica, la scienza, la cultura e l’ambiente che circonda le attività umane; ad una migliore comprensione del mondo della scienza, e alla concezione di nuovi strumenti per risolvere i problemi indotti dal progresso moderno”.

(laura marcazzan - studentessa del master 2009)

Per conoscerlo un po’ più da vicino:

http://www.explorasciencenow.rai.it/DettVideo.aspx?IDVideo=1015

 

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